Requiem da ballo
Parola e musica in un Requiem per corpi vivi e anime morte. Il corpo sente, ma non ascolta, vede, ma non osserva, mastica, ma non assapora, sfiora, ma non accarezza, inspira ma non annusa. Il corpo si muove, ma non si innamora. La sua anima è morta. Il Requiem è una progressiva spogliazione dalle insensibilità del corpo fino a rivivificarne i sensi. Il corpo spoglio dalle obesità dell’inutile resuscita la propria anima. All’italiano acustico, cifra poetica di Berdondini, si abbinano mongolo, maltese, lingua dzongkha, dialetti occitani e norrenici, lucani e abruzzesi, e le loro risonanze nelle canne parlanti. Voce di Berdondini ed elettronica di Verlingieri, unisona treccia di suoni.
...Terra di parola spogliati 
languida terra di grumi
essiccati nelle bocche delle sirene
dischiudi il suono primitivo del tuo sangue
mani divoratrici scavate gli occhi
torcete la lingua
dilatate la gola
lacerate lo sterno
incidete il costato
amputate nervi
tendini gangli
fino all’urlo contratto
che ucciderà la grassa morte...”

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